CGUE: quale diritto applicare sulle perdite da siti off-shore?

Il delicato caso di un giocatore austriaco, che ha perso parecchio denaro su un sito privo di concessione per operare in Austria e ha provato a citare gli amministratori del sito, è finito alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.
Claudio Poggi, Author at imiglioricasinoonline.net Scritto da: Claudio Poggi

Pubblicato il: 22/01/2026

Logo Corte di Giustizia dell’Unione Europea 

Perde su siti off-shore: quale legge si applica

La disavventura di un uomo austriaco, che aveva giocato su un sito senza concessioni per operare nel suo paese, perdendo una bella cifra e poi provando a rivalersi sugli amministratori della società, potrebbe avere un impatto fondamentale su altri casi simili. Forse non siamo a livelli della sentenza Bosman nel calcio, ma certo si tratta di un caso che farà giurisprudenza.

Ricapitoliamo cosa è successo in sintesi. Questo giocatore aveva perso oltre 18mila euro su Titanium Brace, sito con concessione maltese che non era però valida per l’Austria. Nonostante ciò, il sito offriva gioco online anche a giocatori austriaci, tramite un sito in lingua tedesca. Nel frattempo, il sito è fallito e il giocatore ha citato in giudizio due suoi ex amministratori.

La controversia finisce prima davanti alla Corte Suprema Austriaca, l’Oberster Gerichtshof, che però non riesce a pervenire a sentenza e dunque ha chiesto chiarimenti alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Sul piatto c’era il dubbio su quale diritto sia competente, poiché il giocatore puntava sulla violazione della tutela del consumatore prevista dal diritto civile austriaco.

Gioco senza concessione: cosa ha deciso la CGUE

La questione è delicata anche perché incrocia l’annoso problema del gioco illegale. Giusto per dare un’idea, si stima un giro d’affari miliardario solo in Italia. E le stime sono probabilmente molto inferiori alla realtà, nonostante una indefessa lotta al gioco illegale. Il problema è duplice, di mancata tutela per il giocatore e di una gigantesca elusione fiscale.

Nel caso del giocatore in questione, per esempio, l’inesistente tutela gli ha permesso di perdere una cifra fuori dal suo controllo. Una cosa del genere non sarebbe quasi certamente accaduta su un sito provvisto di concessione, che prevede precise misure di prevenzione contro il gioco patologico. Ma torniamo al malcapitato, per capire cosa ha deciso la Corte di Giustizia UE.

La CGUE ha deciso che l’esclusione societaria non si applica, poiché la responsabilità degli amministratori è legata a una violazione a un chiaro e noto divieto. Dunque, gli amministratori sono chiamati a rispondere dell’eventuale violazione. Inoltre, è stato deciso che il danno, nel gioco online, si concretizza dove il consumatore partecipa. Dunque, la legge applicabile è quella austriaca. Una decisione che farà ancora sicuramente discutere e che mette in allerta anche gli altri Pease UE.

Responsabile editoriale del sito, in carriera ha lavorato per diversi portali come Gambling.com, PokerNews, Assopoker e PokerListings. Inoltre ha collaborato come content writer per operatori quali StarCasinò, Gioco Digitale e bwin.