Sale Bingo: stop al canone fisso, sì a indennità provvisoria
La situazione del comparto Bingo in Italia è emblematica della crisi di un sistema regolatorio inadeguato, che non riesce a indire gare per le nuove concessioni da tredici anni ed è continuamente oggetto di ricorsi e sentenze da parte di CGUE, Consiglio di Stato e Tar.
Bingo, nuova sentenza: sì a indennità provvisoria
Il comparto italiano del Bingo è emblematico di cosa possa succedere quando un sistema regolatorio non funziona, nel senso letterale del termine: incapacità di espletare la funzione per cui lo stesso sistema è stato istituito. Tutto nasce nel 2013 , quando scaddero i termini delle ultime concessioni. Da allora, è stato un progressivo disastro.
Incredibilmente, dal 2013 ancora ad oggi, si è andati avanti con varie proroghe tecniche disposte dal Parlamento, alle quali si sono dovuti associare provvedimenti volti a regolare le attività in maniera transitoria, per dare continuità al settore, ma anche garantire il gettito erariale. Ma proprio l’istituzione e l’ammontare dei canoni fissi per le sale bingo è stato oggetto di infiniti contenziosi.
La guerra era arrivata fino alla Corte di Giustizia Europea, che aveva stabilito l’illegittimità di canoni fissi forfettari, che nel frattempo erano arrivati a circa 8mila euro mensili, poiché contrari al diritto europeo. Negli ultimi mesi e settimane, sono arrivate sentenze anche dal Consiglio di Stato e dal Tar. Quest’ultimo ha confermato un’indennità provvisoria di 2.800€ mensili.
La soluzione definitiva è una sola: nuova gara
La vicenda del Bingo si intreccia con un’altra questione annosa per l’industria italiana del gaming: il riordino del gioco fisico. Tale provvedimento, a sua volta rinviato da diversi anni, conterrà al suo interno anche le indicazioni per l’agognata gara delle concessioni Bingo. L’aspetto curioso è che c’è una deadline certa ed è la fine del prossimo agosto, ma ancora nessuna decisione è stata presa.
Infatti, il riordino del gioco fisico dovrà essere approvato entro il 29 agosto, ovvero alla scadenza della Delega Fiscale. Maggiori certezze sono invocate dalle principali associazioni di categoria, non solo del Bingo ma in generale del settore retail, dunque si dovrebbero avere delle date entro il mese di giugno.
Nel frattempo, il Tar ha stabilito come legittima l’indennità provvisoria da 2.800 euro mensili per tutte le sale, ma solo in via transitoria. In precedenza, il CdS aveva bocciato il concetto di canone unico, uniformandosi così a quanto stabilito in precedenza dalla CGUE, in quanto i canoni vanno stabiliti sulla base dei fatturati delle varie sale.
Scritto da: 


