Gioco e reddito: dove l’azzardo online pesa di più sulle famiglie italiane
Non quanto si gioca, ma quanto pesano le perdite sul reddito familiare. Questa analisi misura l’incidenza reale del gioco online, svelando come il suo impatto economico sia più grave nelle regioni fragili. Il quadro si completa con la mappa dell’offerta fisica, per una visione completa del fenomeno.
Il rapporto tra gioco e reddito disponibile
Quando si parla di gioco d’azzardo, il dibattito pubblico tende spesso a concentrarsi su un solo numero: quanto si gioca. La raccolta complessiva, i miliardi spesi, le classifiche dei territori “più attivi”. Ma questo approccio racconta solo una parte della storia. Una regione grande o ricca può infatti registrare volumi elevati semplicemente perché ha più abitanti e più reddito a disposizione.
Per capire dove il fenomeno diventa davvero pesante per le famiglie, serve spostare lo sguardo. La domanda giusta non è solo “quanto si gioca?”, ma quanto pesa il gioco sul reddito disponibile. In altre parole: che quota delle risorse economiche delle famiglie viene assorbita dalle perdite legate all’azzardo online?
È su questa domanda che abbiamo costruito la nostra analisi. Non una classifica dei volumi assoluti, ma un indicatore che mette in relazione il costo effettivo del gioco online con la capacità economica dei territori. Il risultato è una fotografia netta, che tende a premiare le aree più robuste e a mettere in evidenza quelle più fragili: quando il reddito disponibile è più basso, anche perdite non enormi in valore assoluto possono trasformarsi in una quota rilevante delle risorse familiari.
Il costo reale del gioco online
Il dato chiave, dal lato del gioco, non è la “raccolta”, cioè il totale delle giocate effettuate, ma la voce “spese (perdite)”. Si tratta della differenza tra quanto viene giocato e quanto torna indietro in vincite. È, a tutti gli effetti, il costo netto sostenuto dai giocatori, e rappresenta la misura più corretta per discutere di impatto economico e sociale.
Dal lato del reddito, non utilizziamo un valore medio o pro-capite, ma il reddito disponibile lordo complessivo delle famiglie in ciascuna regione. È la somma delle risorse effettivamente disponibili per consumi e risparmio, al netto di imposte e contributi, così come definita dall’ISTAT nei Conti economici territoriali.
Come abbiamo costruito la tabella
Mettere al numeratore le perdite totali e al denominatore il reddito disponibile totale consente di confrontare grandezze omogenee. Per il numeratore abbiamo utilizzato le perdite da azzardo da remoto (online) per regione relative al 2023, pubblicate nel volume Il Libro nero dell’azzardo – Edizione 2025, curato da CGIL, Federconsumatori e Isscon. La tabella di riferimento riporta, per ciascuna regione e per annualità, raccolta, vincite e spese (perdite) del gioco da remoto; ai fini di questa analisi abbiamo estratto la colonna delle perdite per l’anno 2023.
Per il denominatore abbiamo utilizzato il reddito disponibile lordo delle famiglienei Conti economici territoriali ISTAT. Poiché il dato 2023 definitivo sul reddito regionale viene diffuso con un leggero ritardo rispetto all’anno di riferimento, nel file di lavoro operativo il reddito disponibile 2023 è stimato a partire dal 2022, applicando le variazioni territoriali riportate nella più recente pubblicazione ISTAT sui conti economici territoriali. Questo consente di ottenere un valore 2023 omogeneo e confrontabile con le perdite da gioco online dello stesso anno.
In tabella, i valori sono espressi in milioni di euro, una scelta che rende i numeri più leggibili senza alterarne il significato. Un’ultima precisazione: la fonte sul gioco online fornisce una disaggregazione regionale. Per questo motivo la tabella riguarda 20 regioni: il Trentino-Alto Adige è riportato come regione unica quando la fonte sul gioco non consente lo scorporo tra le due Province autonome.
La tabella: reddito, perdite online, incidenza (tutte le regioni)
| Posizione | Regione | Reddito disponibile famiglie 2023 (mln €) | Perdite gioco online 2023 (mln €) | Incidenza sul reddito |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Campania | 92.993,0 | 661,6 | 0,71% |
| 2 | Calabria | 30.011,3 | 210,2 | 0,70% |
| 3 | Sicilia | 82.563,0 | 500,3 | 0,61% |
| 4 | Basilicata | 9.454,8 | 53,5 | 0,57% |
| 5 | Puglia | 67.774,6 | 383,6 | 0,57% |
| 6 | Molise | 7.468,4 | 42,2 | 0,56% |
| 7 | Abruzzo | 31.904,8 | 155,9 | 0,49% |
| 8 | Sardegna | 32.864,1 | 125,9 | 0,38% |
| 9 | Lazio | 150.601,8 | 530,4 | 0,35% |
| 10 | Marche | 40.320,9 | 125,0 | 0,31% |
| 11 | Umbria | 23.220,0 | 66,7 | 0,29% |
| 12 | Liguria | 48.158,5 | 129,9 | 0,27% |
| 13 | Toscana | 94.665,3 | 244,5 | 0,26% |
| 14 | Piemonte | 108.797,5 | 250,0 | 0,23% |
| 15 | Veneto | 119.216,0 | 250,0 | 0,21% |
| 16 | Emilia-Romagna | 114.620,5 | 230,1 | 0,20% |
| 17 | Friuli-Venezia Giulia | 31.702,0 | 60,2 | 0,19% |
| 18 | Valle d’Aosta | 4.507,0 | 8,1 | 0,18% |
| 19 | Lombardia | 215.546,0 | 374,7 | 0,17% |
| 20 | Trentino-Alto Adige | 37.560,0 | 57,3 | 0,15% |
La lettura della classifica è immediata. Campania e Calabria occupano le prime posizioni, con un’incidenza attorno allo 0,7% del reddito disponibile; subito dietro si colloca la Sicilia, oltre lo 0,6%.
Il confronto che colpisce di più è quello tra Sicilia e Lombardia: a parità di metrica, il peso relativo dell’azzardo online in Sicilia risulta oltre tre volte superiore rispetto a quello lombardo(0,61% contro 0,17%). Questo non significa che “al Nord non si giochi”, ma che nel Nord Italia la stessa spesa pesa meno perché è diluita da redditi complessivamente più alti.
La frattura che emerge è prima di tutto economica. Dove la capacità di spesa è più fragile, il gioco smette di essere una semplice abitudine di consumo e può trasformarsi in una pressione sistemica sulle risorse familiari. Ed è proprio questo che un indicatore di incidenza riesce a mostrare meglio di qualsiasi classifica basata sulla sola raccolta.
E l’offerta fisica?
Se l’online si presta a un ragionamento sul peso economico, il canale fisico si racconta meglio attraverso la geografia dell’offerta, cioè quante macchine e quanti punti vendita sono presenti sul territorio. Nel Libro Blu 2023, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli pubblica una dettagliata tabella sulla rete di vendita per il comparto apparecchi (AWP, VLT e apparecchi ex comma 7), riferita all’anno 2023 e organizzata per “Uffici dei Monopoli”, che in alcuni casi coincidono con una regione e in altri accorpano più territori.
Il quadro nazionale indica 49.724 esercizi con AWP, 249.641 AWP attivi, 4.390 sale VLT, 54.484 VLT e 91.973 apparecchi comma 7. All’interno di questi totali emergono concentrazioni molto marcate. La Lombardia è l’area con la maggiore presenza: 8.215 esercizi con AWP, 40.757 AWP attivi, 662 sale VLT e 10.384 VLT. La Campania segue con una rete particolarmente estesa, che conta 5.197 esercizi, 29.357 AWP, 529 sale VLT e 4.917 VLT. Il Lazio si colloca su livelli comparabili per densità di rete, con 4.289 esercizi, 20.599 AWP, 446 sale VLT e 5.543 VLT.
Veneto ed Emilia-Romagna completano il gruppo delle aree più presidiate dal gioco fisico: il Veneto registra 4.131 esercizie 21.136 AWP, l’Emilia-Romagna 3.867 esercizi e 20.800 AWP, con numeri rilevanti anche per le VLT.
Per alcune zone i dati ADM sono pubblicati in forma accorpata, ma restano comunque utilissimi per costruire angoli alternativi di lettura. L’ufficio “Puglia, Basilicata e Molise” arriva a 4.601 esercizi con AWP e 23.178 AWP; l’ufficio “Piemonte e Valle d’Aosta” riporta 2.530 esercizi e 13.919 AWP, con un numero di VLT particolarmente elevato (5.192), che apre a un focus specifico sulla componente “sale”. Anche la Sicilia presenta una rete ampia nel canale apparecchi, con 3.145 esercizi, 13.243 AWP, 241 sale VLT e 2.057 VLT, mentre la Sardegna mostra 2.128 esercizi e 9.045 AWP, ma un numero molto più contenuto di sale VLT (40), segnalando una struttura dell’offerta diversa.
Naturalmente, la parentesi sul fisico non sostituisce l’analisi economica dell’online, ma la affianca. Serve a non perdere l’altra metà del quadro: non solo quanto si perde, ma anche dove e quanto il gioco è presente nella vita quotidiana dei territori. Riuscendo con la sua visibilità, forse, persino a convertire un passante in un giocatore virtuale.
Conclusione
Il punto che emerge con più forza è che l’azzardo online, misurato attraverso le perdite nette, non pesa ovunque allo stesso modo. La stessa spesa produce pressioni economiche molto diverse perché diverso è il denominatore: il reddito disponibile delle famiglie. La fotografia che ne deriva è chiara: l’incidenza è più alta nelle regioni dove la capacità economica è più fragile, e questo rende il fenomeno inevitabilmente anche sociale.
Affiancare all’analisi dell’online la mappa dell’offerta fisica permette di completare il quadro, offrendo chiavi di lettura alternative e territoriali. È solo tenendo insieme queste due dimensioni che il gioco d’azzardo può essere compreso davvero come fenomeno economico e sociale.
Fonti
- CGIL – Federconsumatori – Isscon, Il Libro nero dell’azzardo – Edizione 2025 (PDF): https://files.cgil.it/version/c:NmJlYzY1ZWMtMTRkOC00:NzFjYTAyYzEtNmI0Zi00/libro-nero-azzardo-3luglio2025.pdf
- ISTAT, Conti economici territoriali (accesso ai dati e documentazione): https://www.istat.it/it/archivio/conti-economici-territoriali
- ISTAT, Scheda qualità – Reddito disponibile delle famiglie nelle regioni italiane: https://www.istat.it/scheda-qualita/reddito-disponibile-delle-famiglie-nelle-regioni-italiane/
- Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Libro Blu 2023 – Relazione annuale (PDF): https://www.adm.gov.it/portale/documents/20182/228258926/Libro+blu+2023+-+Relazione+%281%29.pdf
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